Vi aspetto per fluire insieme in questa pratica gentile.
Perché una pratica trauma informed?
Perché il corpo non rappresenta per tutti un luogo sicuro nel quale abitare o un alleato in cui riporre fiducia. Perché la connessione con il corpo a volte è come un contatto da ristabilire, una frequenza da ritrovare. In queste pratiche porteremo un’attenzione gentile alle sensazioni del corpo, attraverso i movimenti fluidi ispirati alle onde dell’oceano della pratica Odaka. Con l’intenzione di coltivare connessione con il corpo e consapevolezza delle sensazioni, un passo alla volta, una scelta alla volta. Per abitarlo un po’ di più. Per nutrire quei semi che spesso vengono minati dai traumi e dalle ferite emotive. Sicurezza, gentilezza, fiducia.
Abitare il corpo, osservare la mente, ascoltare la voce del cuore.
Liberi di scegliere, Liberi di essere.
“Uno degli insegnamenti più chiari delle neuroscienze contemporanee è che il senso di noi stessi è ancorato, in una connessione vitale, ai nostri corpi. Non conosciamo veramente noi stessi se non siamo in grado di sentire e dare un senso alle nostre sensazioni fisiche; abbiamo bisogno di rilevare e di agire in base a queste sensazioni, per navigare in modo sicuro attraverso la vita.”
BESSEL VAN DER KOLK

